
Arco lungo europeo
L'arco lungo Europeo si differenzia dal longbow inglese per la sua sagoma non necessariamente a D. Ne sono visibili alcuni esemplari presso il museo dell'arco vicino al Castello di Moussy in Francia non lontano da Parigi. Non si hanno notizie di impieghi a massa decisivi dati in battaglia da quest'arco come avvenne per il Longbow ma certamente fu molto impiegato dagli eserciti medievali dell'Europa cotinentale. L'addestramento degli arcieri avviene cercando di avvicinarsi il più possibile alle tipologie di bersaglio utilizzate dal medioevo sino al rinascimento da quasi tutti gli eserciti. I bersagli rappresentano simulazioni di possibili impieghi dell'arma sia in tempo di pace che di guerra. Gli arcieri riproducono situazioni come il tiro alla celata nel quale si doveva colpire nella feritoia dell'elmo; il tiro alla feritoia per simulare le strette strombature dei castelli;la campana o la mano per il tiro di precisione, gli inglesi consideravano possibile colpire una mano ad 80 passi (cosa non certo semplice da farsi con un arco storico); il tiro agli uccelli sul ramo (che in questo caso sono finti), utilizzato durante i lunghi tragitti per mare per tenere in allenamento gli arcieri nei lunghi spostamenti, veniva eseguito con frecce del tipo "lunata" ossia a forma di mezza luna per colpire più facilmente gli uccelli ed infine ancora il tiro alla targa o scudo.
Gli archi utilizzati dalla scuola sono di potenza variabile e vanno dale 30 alle 70 libbre, frassino, acero e olmo o in qualche caso di tasso quelli di maggior libbraggio. Dell'arco lungo si trovano testimonianze e numerosi iconografie soprattutto nei dipinti. Uno dei temi maggiormente ricorrenti nell'arte pittorica dove si possono osservare arcieri sono quelli basati sul martirio di San Sebastiano dipinti da numerosi artisti, tra questi ricordiamo per chi volesse analizzarli Pietro Vannucci detto il Perugino (1450-1523) San Sebastiano (Panicale); Antonio del Pollaiuolo 1473-75 National Gallery Londra anche se in questo quadro sono visibili alcune balestre a leva ed archi compositi di foggia orientale Vincenzo Foppa 1489 Pinacoteca di Brera Milano anche qui sono visibili archi orientali o comunque ricurvi. L'arco lungo trovò un massiccio impiego in Italia Francia e Germania che impiegarono vari tipi di arco lungo ma di dimensione generalmente inferiori al longbow.
Arco lungo inglese
Per quanto riguarda il longbow o arco lungo inglese si trattava di un arco spesso costruito con legno di tasso italiano o spagnolo della lunghezza generalmente di 6 piedi (circa 2 metri). Di lui si conoscono i successi grazie alle cronache di Froyssart relative alla guerra dei Cent'anni tra Francia ed Inghilterra. Particolari riferimenti si trovano nella cronache delle tre famose battaglie che videro sempre vincitori gli inglesi grazie anche al longbow: Crecy 1346; Poitiers 1356; Anzicourt 1415.Il tipo di tiro con il longbow (marks) o tiro alla bandiera come viene chiamato in Italia, richiede grandi spazi per poter essere praticato in quanto i bersagli si trovano a distanze comprese tra i 70 ed i 280 metri. Il dott. Andrea Maizzan è rappresentante in Italia per la "St.George Confraternity" che regolarmente organizza eventi di tiro con il longbow in Inghilterra e Francia. Per i soci interessati a questo tipo di tiro vengono organizzate trasferte in loco.
Arco orientale
Il Kassay è uno degli archi orientali per ecellenza, di origine mongola.
L'arco composito ossia formato in origine da legno , tendine, corno era in uso tra numerosi popoli, Alani, Bizantini, Mongoli, Ungari, Turchi, Parti, Sciti, etc. Era un tipo di arco ricurvo molto utilizzato nel tiro da cavallo. Anche qui le sue foggie sono numerose e non si possono elencare tutte. Molto usato dai turchi era in grado di coprire distanze fino a 700 metri con frecce allegerite e particolari accorgimenti di allungo della freccia detti Solenaria inventati nel VII secolo dai Bizantini.
Scure fransisca
La Franziska era una scure di piccole dimensioni in uso presso i Franchi o in altre forme simili presso altri popol già nell'alto Medioevo. Era un'arma a getto utilizzata per colpire a distanze probabilmente sino ai 30 metrio per il combattimento corpo a corpo.
La "Compagnia" ha una sezione di lancio della scure e pratica questo tipo di arte con l'utilizzo di riproduzioni analoghe alle armi originale studiate e progettate dal Dott. Vinicio Quassi responsabile della sezione armeggio dell'Associazione Joffrè Rudel di Gradisca. Le gare di lancio vengono effettuate a distanze di 4/6/8/10 metri da fermi o in corsa con lo scudo imbracciato.
Scure normanna
Anche della scure Danese a due mani arma la cui fama raggiunse il massimo fulgore presso i Sassoni, ne è noto l'impiego attraverso le raffigurazione dell'arazzo di Bayeux che racconta la presa dell'Ighilterra da parte dei Normanni nel 1066. La scure veniva usata a due mani per il combattimento corpo a corpo o lanciata contro la cavalleria. E' un tipo di tecnica molto faticoso che richiede allenamento, dato il peso della scura circa 2 kg. Sono favorite in questo tipo di armeggio persone molto alte e robuste.