Armi in asta

Le armi in asta costituirono per secoli uno degli armamenti principali degli eserciti. Dalla Sarissa macedone alle alabarde e ronche del periodo rinascimenttale nell'epoca in cui la cavalleria fu soppiantata dalle grandi formazioni di alabarde. Armi a getto ve ne sono di molti tipi ognuna di esse era creata per essere impiegata con uno scopo militare ben preciso e vi voleva grande addestramento per maneggiarle con velocità e destrezza. Per questo d'impiego a massa divennero famosi i "Tercios" spagnoli durante la guerra dei trent'anni (1618-1648)

Azza

L'azza è un'arma multiuso, era formata da un'asta di circa 150 cm formata da un calzuolo a punta un martello per sfondare le armature un becco di corvo per agganciare e squarciare una punta a picozza per colpire e bucare ed infine una punta di lancia per sfondare. L'azza ebbe grande diffusione nel 400' nel secolo delle armature e del loro massimo sviluppo e continuò per tutto il cinquecento. Anche per quest'arma vennero scritte delle codifiche per il suo impiego. La ricordiamo nei trattati Talhoffer, Codex Wallerstein Flos duellatorum del maestro Friulano Fiore dei LIberi ma anche in trattati specifici come il francese " Jeu de la Hache" di anonimo.

Bastone bicipite

Il bastone bicipite era l'arma base per l'addestramento al combattimento con armi bianche. Era un'arma propedeutica all'utilizzo della spada o di altre armi inastate. Il suo impiego a due mani conferiva a chi imparava ad utilizzarlo grande destrezza e velocità. Non era considerata arma nobiliare, anzi era proprio la tipica arma del popolo, facile da reperire e di nessun costo.

Combattimento in armatura

Anche per il combattimento in armatura la letteratura di riferimento fu ricca e varia. Per citare alcuni trattati dobbiamo ricordare il Flos Duellatorum, i Talhoffer, Goliath, Soluthurner ed altri. Anche questa forma di combattimento richiedeva molta forza e resistenza fisica. Ovviamente l'armaura ebbe uno sviluppo lungo e il combattimento con essa cambiò anche in funzione del suo peso. L'armatura poteva raggiungere i 47 kg per uno uomo della statura di 189 cm. Un esempio ne è l'armatura esposta al Castel Coira del conte Ulrich IV.

Lancia

La lancia o lanza consisteva in una semplice asta di faggio o altro legno con una punta in ferro che poteva assumere diverse foggie. La lanza poteva essere impiegata sia nel combattimento a piedi che in quello a cavallo, in armatura o senza armatura. Anche la punta si diversificava per il Joust e torneo di pace la punta era smussata per impedire la morte dei contendenti. Nella giostra di guerra o in battaglia la punta era affilata aguzza ed in grado di sfondare un'armatura.

Lotta

La lotta, che ricordava in parte la lotta greco romana era fatta di prese, disarticolazioni, blocchi strette, era una lotta agile e veloce ma anche di grande potenza. Anche questa era codificata con manuali.

Scure

La scure da combattimento fu molto in uso presso i popoli nordici, franchi, germani, vichinghi, sassoni , normanni, e veniva usata sia in combattimento a gioco stretto,sia veniva lanciata, arte nella quale i sassoni ed i franchi erano particolarmente esperti.

Spada e boccoliere

Il primo documento che ci parla del combattimento con spada e brocchiere è il testo detto I33 conservato presso il Royal Armouries in Inghilterra. Nel trattato evidentemente manoscritto da monaci la ingua utilizzata è il latino corredato da termini schermistici in lingua tedesca. Nel trattato vengono illustrate; il combattimento con le due armi impiegate assieme,le tecniche di disarmo in gioco stretto, le custodiae o guardie.

Spada a una mano e mezza

La spada detta a una mano e mezza o lo spadone a due mani erano l'arma del cavaliere medievale. Tutti i grandi maestri che scrissero trattati dedicati a vari signori e principi ne fecero l'arma sovrana nei loro trattati indicando dettagliatamente tutte le tecniche per l'uso di questa versatile arma. Per citarne alcuni oltre a quelli già nominati Vadi, De Lichtenauer, Paul Karl, Durer Fecthbuch ed altri.

Spada e scudo

Stranamente di una delle tipologie di combattimento più note del medioevo e care anche alla letteratura ed al cinema non si hanno notizie di specifici trattati. Secondo gli studiosi e ricercatori e probabile che non si siano trovati finora trattati in quanto il grande periodo della spada e scudo stava volgendo al suo termine quando prese piede nel 1400 la stampa, il secondo probabilmente è inerente al fatto che il tipo di combattimento con queste due armi fosse militare e quindi insegnato oralmente e non di interesse trattatistico. Di fatto però non si conoscono attualmente manuali e nemmeno si può affermare che queste ipotesi trovino riscontro.

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