Oste Tergestina Niccolò Rauber
Dall' 11 ottobre 2011 l'Oste Tergestina della Compagnia de Tergeste è intitolata al Capitano Tergestino Niccolò Rauber, conquistatore del Castello di Moccò 1511.
Fiore all’occhiello nelle uscite storico-rievocative della Compagnia de Tergeste è la presentazione dell' “Oste Tergestina”, formazione da battaglia del Comune di Tergeste secondo gli statuti del 1350. La Compagnia propone la rievocazione di due decurie dell’ Oste, una di fanti pesanti, armati di spada e scudo ed una di fanti leggeri armati di lanzacorta, inquadrati dalle principali figure significative dell’epoca:
- il nobile signore – comandante militare del Comune Tergestino
- il conestabile – ufficiale comandante dell’Oste
- il capitaneus - ufficiale comandante sul campo di battaglia
- il giudice rettore – ufficiale di collegamento con il Comune Tergestino
- il miles maior - ufficiale comandante di una o più decurie
- il gonfaloniere – portatore e difensore dello stendardo
- due miles – sottufficiali comandanti ciascuna decuria
- due serragenti – sottufficiali anziani uno per decuria
- un campione – combattente di particolare valore
- un tamburo – presente nella marcia e nella battaglia
inoltre sono presenti arceri e balestrieri ed altri figuranti di supporto.
La rievocazione dell’Oste Tergestina della durata di circa 45 minuti, comprende, adeguatamente presentati, duelli, sfide, spiegazioni, provocazioni, dimostrazioni di scontri e movimenti e si conclude di norma con la mischia finale ed il “mostron” all’uscita.
Analizziamo in breve queste figure storiche:
Il NOBILE SIGNORE – è un combattente di esperienza ed abilità, proveniente da nobile famiglia, si distingue per la ricchezza anche dell’armatura e dell’armamento, di solito proveniva dalle famiglie (Casade) che governavano la Città, nelle campagne militari accompagnava l’esercito guidando le trattative con gli eventuali nemici, decidendo la strategia e gli ingaggi.
Il CONESTABILE – combattente di provata esperienza, di solito proveniente dalla carriera militare, aveva il compito di guidare l’Oste Tergestina sul campo di battaglia, coordinando l’impiego dei vari reparti e specialità (fanterie, cavallerie, arcieri…) di curarne l’addestramento e la prontezza d’impiego, nominava ufficiali e sottufficiali, spesso si ritrovava in prima linea nello scontro.
Il GIUDICE RETTORE – spesso un uomo d’arme di una certa età, esperto di arti militari ed anche di politica e diritto, rappresentava il Governo della Città ed il suo potere politico nelle campagne di guerra, aveva anche il compito di sovrintendere alla gestione dell’armamento, al pagamento degli stipendi, controllava il corretto comportamento delle eventuali compagnie mercenarie aggregate all’ Oste.
Queste tre figure rappresentavano lo Stato Maggiore dell’ Oste Tergestina.
Il MILES MAIOR – ufficiale comandante reparti di più decurie, combattente di sperimentata abilità, di buona cultura, operava sul campo di battaglia ed anche nell’addestramento delle decurie. Doveva avere buon ascendente sui soldati (militi) consigliava i componenti dello Stato Maggiore dell’ Oste Tergestina. Importante anche il suo ruolo morale nella guida della truppa.
Il GONFALONIERE – soldato o sottufficiale di giovane età ed ottima prestanza ed abilità. Portava il Gonfalone, simbolo dell’Oste e della Città, che dava anche indicazioni pratiche nel combattimento (avanzare o ritirarsi), aveva l’importantissimo compito di difendere l’insegna a qualunque costo, accompagnava i membri dello Stato Maggiore sul campo di battaglia.
I MILES – sottufficiali di esperienza ed abilità, comandavano una decuria di specialità ben definita, dovevano avere autorità sulla truppa, voce stentorea per farsi udire nel fragore dello scontro, e prontezza nelle decisioni, controllando la situazione generale e gli ordini che arrivavano dai loro superiori. Stavano sempre al primo posto a destra nello schieramento della decuria, dandone il passo e guidandola.
I SERRAGENTI – sottufficiali di esperienza ed autorità e buona presenza fisica. Ultimi a sinistra nello schieramento della decuria, il loro ruolo era stringere la schiera evitandone lo sfaldamento e ripetere gli ordini del proprio miles, controllando l’organizzazione nello scontro.
Il CAMPIONE – figura sui generis, soldato o sottufficiale o nobile di grande abilità militare di combattente, poteva proporsi negli scontri individuali (duelli) che a volte potevano precedere o addirittura sostituire una battaglia, di solito proveniva da famiglia nobile o poteva essere un mercenario avvezzo di tornei.
Il TAMBURINO – figura importante, comunque dotato di istruzione al combattimento, col suo strumento dava il ritmo di marcia e i tempi dell’attacco o della ritirata, la sua presenza era a volte determinante per il morale che dava il suono del tamburo nelle fasi cruciali dello scontro.
Il FANTE DI LINEA – una specialità era la specialità del fante di linea (pesante) armato di spada e scudo, a volte anche di pillum (specie di giavellotto erede di quello romano), abile nel combattimento di linea come di mischia, ben protetto, cittadino di Tergeste addestrato regolarmente al combattimento, coscritto al bisogno.
Il LANZERE (FANTE LEGGERO) – componeva decurie più agile e veloci nel movimento, arruolando a volte anche donne combattenti, protezione più leggera armati di lanzecorte od altre armi inastate, usato per l’assalto, combinazioni di decurie pesanti e leggere in schiere multiple erano usate per arrestare le cariche.
Altre decurie esistevano: divise per specialità, come quelle dei balestrieri, degli arcieri (con numerose presenze femminili armate oltre che dell’arco con spada e brocchieri, vedi una nota immagine dagli Statuti Comunali del 1350) e ovviamente formazioni di cavalleria (non numerosissime invero).