
Armi in asta
Il Rinascimento è il periodo delle grandi formazioni di fanteria dei "tercios" spagnoli della formazioni di picche svizzere e tedesche, della fine degli ultimi rappresentanti della cavalleria come Giovanni dalle Bande Nere. In quest'epoca di rinnovamento tattico militare, assunsero grande importanza le formazioni che utilizzavano armi in asta. Per armi in asta si intendevano tutte quelle armi lunghe , aclune importate dalla civilità contadina altre più sofisticate che permettevano l'impiego di formazioni di uomini molto ben addestrati a detrimento dell'impiego della cavalleria che sino a quel momento era stata la protagonista dei campi di battaglia.
Berdiche, ronche, ronconi, alabarde, picche, spontoni, falcioni, partigiane divennero termini di uso comune nel gergo militare del tempo e come era già accaduto per le altre armi ulteriori trattati ne spiegarono l'impiego.
Daga
Il maestro d'arme Fiore dei Liberi nel suo trattato spiega che il "Magistro" di daga era certamente il più completo data la difficoltà di impiegare bene la daga nella lotta, visto che questo tipo di combattimento presupponeva forza, velocità e conoscenza del gioco stretto. Vi sono innumerovoli trattati che spiegano questa tipologia di combattimento.L'arma era lunga circa 40 cm ed era costruita in maniera da poter penetrare negli interstizi delle armature a piastra.Nel rinascimento ricoradiamo Johachin Meyer, Hans Czynner, Soluthurner Fecht Buch, Goliath, Achille Marozzo Opera Nova ed altri.
Due Spade
Il combattimento con due spade era una tecnica schermistica molto complessa in quanto richiedeva allo schermitore l'utilizzo di entrambe le braccia e quindi una maggiore difficoltà nella gestione delle due armi. A questo proposito ci parlano nei loro trattati di questa tecnica autori del calibro di Achille Marozzo o di Camillo Agrippa.Interessante notare che ancora nel 1600 sulla scia di questi grani maestri anche il Docciolini a Firenze ne parla nel suo trattato di scherma.
Sola spada
Tutta l'arte della spada si fondava su l'impiego della spada sola. Per poter utilizzare tecniche composite ad esempio spada e daga o cappa era prima necessario conoscere e gestire a perfezione la spada . L'addestramento era lungo ed estenuante anche se praticato con armi da sala spesso spuntate e senza filo dette poi di (Marra). Nel Rinascimento anche la figura di un uomo con le braccia aperte disegnato su un lenzuolo od una stoffa poteva servire per abituare lo schermitore ad eseguire tutti i colpi avendo un obbiettivo di fronte, i colpi di punta e di taglio venivano seguiti da un maestro di sala mentre l'allievo si allenava seguendone i suggerimenti.
Spada e boccoliere
Abbiamo già visto nella sezione dedicata al medioevo che si devono al trattato I33 verso la fine del XIII secolo le principali tecniche di spada e brocchiere, molti altri maestri ne spiegarono la tecnica sino al XVI secolo.
Spada e cappa
Cappa e spada è una definizione da sempre usata per identificare un duello di spada alla "moschettieri" ed infatti la tecnica si sviluppo proprio a partire dal 1500. La cappa lunga o corta di raso o seta o velluto era indossata come parte integrante degli abiti di quel secolo ed all'occorrenza utilizzata come arma difensiva nella mano libera dalla spada. Uno dei maestri che trattò l'argomento approffonditamente fu Achille MArozzo nel suo trattato ma anche ne fecero approffondita trattazione il maestro Giacomo di Grassi nel suo trattato "Ragione di adoprar sicuramente l'arme si da offesa, come da difesa" nel 1570 ed il maestro francese Henry de Sainct Didier che dedicando il suo trattato al re CArlo IX di Valois nel 1573 probabilmente copio integralmente il trattato del di Grassi.
Spada e daga
Come per il Medioevo anche nel Rinascimento e dopo continuò la tradizione della daga che mantenne delle caratteristiche molto simili riguardo alle tecniche utlizzate anche con il passare del tempo.
Spadone rinascimentale
Lo spadone rinascimentale invece che nel corso dei secoli si appesantì molto in alcuni casi raggiungendo anche i 4 kg di peso verso la fine del 1500 cambio la tecnica d'armeggio diventando arma da giostra o da combattimento ed assumendo una nuova veste d'impiego forse meno dinamica che nel medioevo ma più poderosa. L'agile spada ad una mano e mezza medievale che si poteva maneggiare anche con una mano sola divenne il pesante spadone a due mani che talvolta rimase soltanto un'arma di rappresentanza o da battaglia opposta alle lunghe picche degli svizzeri. I poderosi uomini d'arme che portavano questo spadone erano pagati al "doppio soldo" dato l'ingrato e duro lavoro di spezzare le punte delle picche alle formazioni nemiche e disturbare le formazioni serrate di essi.