Le Guerre tra Tergeste, Muggia e Venezia
testo tratto da castelliedintorni.blogspot.com
Nel 1508 con l'istituzione della lega di Cambrai, promossa da Papa guerriero Giulio II, i conflitti per il controllo del sale tra la Trieste imperiale e Muggia, datasi alla Serenissima, si fanno ancora più accesi. In quell'anno il vicino castello di Draga in Val Rosandra venne attaccato dai Triestini; a questo episodio seguì l'attacco dei Veneti a Trieste che dopo un prolungato assedio con numerose artiglierie riuscirono a impossessarsi del castello di S. Giusto non ancora ultimato. I triestini furono così costretti a pagare 20.000 ducati come pegno per la sconfitta. Il breve periodo di pace fu tormentato dallo scoppio di un'epidemia di peste e da un violento terremoto. Nonostante ciò, il 3 ottobre del 1511 i Triestini agli ordini del Capitano Nicolò Rauber, fiancheggiati dai soldati imperiali di Cristoforo Frangipani, penetrano nella piana sottostante di Zaule con lo scopo di prendere tutte le fortezze venete e portare l'attacco finale a Muggia. Tutti i manieri difensivi caddero ma Muggia, difesa dal Capitano Giovanni Farra (il Bombizza), tenne duro fino all'arrivo, via mare, di alleati provenienti da Capodistria. L'assedio fu tolto e mentre facevano rientro a casa, i soldati triestini, di propria iniziativa, per evitare problemi in futuro, attaccarono e rasero al suolo il castello di Moccò. Con il castello di S. Servolo ora in mano triestina, i Capodistriani tentarono di corrompere il governatore austriaco con una grossa somma di denaro. Il governatore allora finse di accettare l'accordo ma avvisò la guarnigione triestina che, forte di un centinaio di soldati (l'oste tergestina da noi rievocata più volte), attese i nemici nei pressi del castello; questi giungendo nottetempo non si accorsero della trappola e appena superato il ponte levatoio furono attaccati e massacrati. Nel 1521 Nicolò Rauber ottenne dall'Imperatore Carlo V la signoria di S. Servolo per la fedeltà mostrata alla corona. Nel 1529 i Capodistriani del Doge portano con successo un attacco alle saline di Zaule distruggendole ma non arrivarono al castello. Anche nel secolo successivo il maniero resta una roccaforte austriaca. Il futuro Capitano cesareo di Trieste Benvenuto VI Petazzi acquista la signoria del castello, lo arma con due cannoni e chiama a difenderlo una guarnigione di temibili Uscocchi croati fuggiti da Croazia e Bosnia conquistate dai Turchi. Nel 1615 Venezia tenta ancora la conquista di S. Servolo con il provveditore Benedetto da Lezze ma il Petazzi ottenne una piena vittoria nella battaglia combattuta nei pressi delle saline. Non furono pochi i soldati di Venezia che, feriti dagli schioppi uscocchi, annegarono nei campi di sale allagati. L'anno seguente il nuovo provveditore Giovanni Belegno porta un nuovo attacco al castello questa volta con truppe albanesi che avanzano sin sotto le mura mettendo a fuoco le infrastrutture periferiche senza riuscire, però, a violarlo. Fu l'ultimo atto di guerra che subì il castello di S. Servolo.
di seguito citazioni storiche e foto tratte da digilander.libero.it/Trieste.Storia/castle.index.html
ap. 1510 - Pasqual Ingaldeo (Cap. degli schiavi), Dimitri de Scutari (conestabile), certo Alexio (allievo di Jacomo de Tarsia), uomini pratici per riparare e fortificare un luogo, tornano a Venezia da Moccò, e parlano di 2 torri troppo alte, consigliano di demolirne la metà, e che dentro poco si possa fare, in quanto il castello è lungo e stretto [Sanudo - i Diarii]
ap. 1510 - il Podestà di Capodistria avvisa Moccò dell'arrivo dell'ingegnere di Udine, lo manda al castello [Sanudo - i Diarii]
ap. 1510 - Provveditore Hieronimo Contarini e Piero de la Sayta (Alvise Loredan era malato) [Sanudo - i Diari]
15/4/1510 - Alvise Loredan è ammalato, rimangono Hieronimo Contarini e Piero de la Sayta [M. Sanudo - i Diarii - v. 10°]
21/4/1510 - lettera del Podestà di Capodistria a Venezia: partiti i fanti da Moccò, rimasto solo Alvise Loredan con il conestabile e 8 uomini [M. Sanudo - i Diarii - v. 10°]
23/4/1510 - Capodistria: il Podestà Alvise Zustignan scrive al Senato, tornato dal castello di Moccò Marco Bernardin Carniel ingegnere, manda a Venezia relazione e modello del castello - le artiglierie sono in disordine e mal disposte, chiede di chiamare il Bernardin con 10 muratori, il lavoro in 15 gg potrà essere finito, in quei giorni si potrà anche abbassare la torre [Sanudo-i Diari]
maggio 1510 - Capodistria: item ..... mandato il modello di Mocho [Sanudo - i Diarii]
6/5/1510 - Alvise Loredan consegna il castello al Contarini, sono solo in 6 - giunge il conestabile Bortolo Cavalin con altri 16 [M. Sanudo - i Diarii - v. 10°]
13/5/1510 - VE in Collegio: giunti gli oratori di Capodistria, sollecitano le fortificazioni di Mocho e portano il suo modello [Sanudo - i Diarii]
10/6/1510 - Mocho, Hieronimo Contarini scrive a Venezia: da 15 nel castello, sono rimasti solo in 6 a causa delle paghe mai arrivate, con il conestabile Bortolo Cavalin sono giunti altri 16 [M. Sanudo - i Diarii]
12/6/1510 - Capodistria: il Podestà sollecita il Senato per il denaro per Moccò [M. Sanudo - i Diarii]
10/7/1510 - Mocho: avvisa Venezia che i nemici hanno esploratori nel territorio, il conte Frangipani e Marco Cam e altri ancora [M. Sanudo - i Diarii]
24/7/1510 - dal Provveditore Hieronimo Contarini: nel castello ci sono 55 bocche di artiglieria e 1 bombardier, e si lamenta del conestabile Bortolo Cavalin disobbediente ecc... [M. Sanudo - i Diarii]
sett. 1510 - castellano: Marco Antonio Bom {Sanudo-i Diari}
nov. 1510 - il comune paga i brigenti che andarono a Mocho [L/C]
27/12/1510 - Capitano Salvatore Tron [CDI-v.4°- vd. nota 1508 anche Butazzoni]
1/6/1511 - Capitano Alessandro Malipiero che si arrese al Frangipani - Girol. Contarini si arrese al Rauber.
lettere 22/9/1511 - il Capitano di Trieste, Nicolò Rauber intima al Capitano di Venezia Girol. Contarini, dentro al castello di Moccò, di arrendersi [Codice Dipl. istriano]
2/10/1511 - il Contarini si arrende con 60 uomini .. [Sanudo - lettera del Podestà di Capodistria Piero Balbi]
7/10/1511 - ripreso il castello di Moccò, il giorno 11 viene smantellato fino alle fondamenta, il vescovo Pietro Bonomo lo dà in consegna al Rauber [Codice Dipl. istriano]
1523 - il castello viene reclamato dalla Carniola [vd. Rossetti - Archeografo triestino vol. III p. 16] - la valle di Moccò e il castello andarono perduti a causa della rivolta dei contadini slavi incitati dai loro connazionali abitanti della Carniola
XVII° sec - con le pietre del castello, viene rifatto uno più in basso, merlato ma senza torri ad uso di dogana, bene dei conti Petazzi, attorno al 1920 diventa albergo-trattoria, un incendio lo distrugge definitivamente alla fine della seconda guerra.


Resti del Castello di Moccò
