Daga e cappa

Anche la daga e cappa , variazione della spada e cappa nata già nel 1500 progredì come tecniche anche nel XVII secolo, nelle strette "calli" delle città o nelle anguste taverne poteva diventare una tecnica micidiale da impiegare nel gioco stretto.

Spada scozzese e targa

La targa scozzese, anch'essa arma più da guerra che da duello, veniva abbinata alla Basket hilted sword. In numerose raffigurazioni pittoriche di battaglie tra inglesi e scozzesi (MacBean con il tartan dei Macintosh - raffigurazione di R.R. McIan - Brown University) se ne vedono in mano agli Highlanders.

Spada scozzese

E' Donald McBane's che nel suo "Expert Sword-Man's Companion" (1728) ci illustra l'impiego della spada scozzese chiamata Basket Hilted Sword. Ancora il famosissimo Henry Angelo la cui scuola divenne sinonimo di grande scherma a Londra alla fine del settecento ne dà una spiegazione completa su tutte le tecniche di impiego. Questa spada pesante e massiccia dalla lama larga a uno o due fili (Broad o Back sword) non fa assolutamente parte della tradizione italiana della scherma ma risulta essere interessante strumento di studio per il poliedrico impiego che se ne può fare, di punta, di taglio come una sciabola, in abbinamento al "Round schield" scozzese o addirittura contro la picca.

Spadino

Verso la fine del 1600 la foggia della spada cambiò e così cambiarono le sue dimensioni a favore di un'arma più piccola e maneggievole : lo spadino. Il vezzo di portare orami la spada al fianco come parte integrante dell'abito mutò le abitudini e la pesante e lunga striscia venne così soppiantata, rimanendo più a lungo in uso soprattutto in Spagna. Lo spadino, portato ora anche dai civili, pesava circa 700 grammi e si presentava in una infinita varietà di foggie e lavorazioni tese a dare rinomanza alla persona che lo possedeva. Con questo cambiamento anche i maestri d'arme iniziarono ad insegnare questa tecnica nelle loro sale d'arme e i trattatisti sfornarono nuovi manuali tecnici. Bisogna dire che in questa fase finale del secolo presero sempre più piede le dottrine dei maestri francesi a discapito degli Italiani. Tra essi spiccarono per notorietà e per chiarezza i Maestri Andrè de Liancour con il suo "Le Maistre d'Armes ou l'exercice de l'Espée seulle dans sa perfection"! nonchè Monsieur l'Abbat anche lui maestro a Toulouse.

Striscia e cappa

Anche la cappa venne illustrata in molti trattati del seicento proseguendo nella tradizione rinascimentale, tra questi "L'arte di ben maneggiare la spada" di Francesco Alfieri (1663).

Striscia e daga

Come per la striscia sola, anche questa tecnica venne molto studiata dai trattatisti, a questo scopo daghe speciali come la spaccalama a denti di sega (Museo Stibbert Firenze) vennero studiate per spezzare le armi nemiche e rendere questo abbinamento tra due armi ancora più micidiale.

Striscia e rotella

Anche la rotella o scudo tondo in metallo divenne arma difensiva abbinata alla spada da lato o alla striscia. Tecnica certamente meno sofisticata della striscia sola, era usata per allenare le fanterie leggere allo scontro in campo aperto più che nel duello. Certamente fu tecnica che trovò largo impiego già nel 1500.

Striscia

La striscia, così detta per la stretta e lunga lama, fu l'arma che dominò la scherma italiana del 1600. Arma che poteva raggiungere 1,45 m (armeria di Monselice-Veneto), misura eccezzionale se si pensa alla misura media di una spada , trovo il suo massimo splendore nelle fucine dei maestri spadai italiani. Considerata arma talmente micidiale da essere oggetto di un 'editto di Elisabetta I d'inghilterra che ne vieto l'ingresso nel paese o l'obbligo di accorciarla al metro di lunghezza in quanto considerata sleale per la sua dimensione, venne studiata da tutti i maestri dell'epoca.
Gli italiani che in questo secolo dettarono legge nel campo delle scherma in tutta Europa la descrissero in innumerevoli trattati, i nomi di questi maestri furono tra i più famosi: Ridolfo Capoferro, Salvatore Fabris, Nicoletto Giganti, Francesco Alfieri, DOcciolini e molti altri.

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